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17 maggio 2026

Una maestra e la situazione scolastica in Myanmar

Tra fuga, guerra e povertà, l’impegno di Rosemary per i ragazzi rifugiati

di Fondazione Avvenire

A 25 anni, Rosemary è un punto di riferimento per decine di ragazzi cresciuti tra precarietà, fuga e traumi. Oggi insegna a preadolescenti e adolescenti in un campo profughi al confine tra il Myanmar e la Thailandia, dove la scuola è molto più di un luogo di apprendimento: è uno spazio di protezione e speranza. Anche la sua storia nasce dalla difficoltà. Proveniente da una famiglia numerosa e fragile economicamente, nove anni fa ha attraversato il confine per cercare sicurezza.

Nel campo ha proseguito gli studi fino a diventare insegnante. Oggi è a fianco di ragazze e ragazzi di 14 e15 anni segnati da esperienze durissime: alcuni hanno perso i genitori sotto le bombe o a causa delle violenze della giunta militare, altri vivono soli. «La cosa più importante è riuscire ad accompagnarli nel modo giusto», racconta Rosemary.

Nel campo il sistema scolastico è autorizzato e sostenuto dai gesuiti, ma diplomi e certificati non sono riconosciuti all’esterno. A pesare sul futuro è soprattutto la mancanza di fondi: molte famiglie non riescono a sostenere nemmeno i contributi minimi richiesti per frequentare la scuola, soprattutto quelle con quattro o cinque figli.

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