Un appello urgente alla generosità dei lettori arriva dalla periferia di Milano, da quei quartieri dove vivono insieme senza conflitti famiglie italiane e famiglie immigrate. Ed è proprio la situazione in cui si trova una di loro ad aver indotto un catechista della parrocchia a rivolgersi a La Voce per una madre di origine straniera che pulisce le case degli altri a ore, senza contratto. Qualche anno fa lei e il marito avevano fatto il grande salto, acquistando un piccolo appartamento. Ma l’equilibrio è precario e basta una malattia, un infortunio e Rosalie non guadagna più nulla per settimane o mesi con un impatto pesantissimo sulla famiglia. Il marito lavora, è in regola, ma il suo stipendio, da solo, non è sufficiente. I pochi risparmi si sono prosciugati immediatamente e la banca non aspetta. «Per pagare le spese correnti, gli alimenti, i libri, i vestiti, il dentista, per non parlare del costo annuale del permesso di soggiorno – ci scrive il catechista – non sanno più come fare e chiedono aiuto a chiunque possa in parrocchia, con la certezza di trovare sempre una mano tesa che però non è sufficiente». Ma Rosalie non dispera, perché a sua volta crede nella carità : la domenica, in chiesa, i suoi due bambini non mancano mai di depositare due monetine nel cestino delle offerte. «Come non pensare alla parabola della carità della vedova povera raccontata da Gesù nel Vangelo? – conclude il catechista milanese –. Davanti a me non ho i figli della vedova di duemila anni fa, ma quello di una madre di oggi, che chiede solo un aiuto da me, da chiunque possa, non solo in parrocchia».
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(Foto esemplificativa: i soggetti raffigurati nell'immagine non corrispondono alle persone citate nell’articolo)