Immaginate una normalissima famiglia: un papà, una mamma, tre figli di 16, 11 e 8 anni. Un lavoro onesto, bellissimo perché dal bancone di un bar ti fa incontrare ogni giorno tantissime persone. E poi la notizia: la piccolina della famiglia, che qui chiameremo Elisabetta, ha la leucemia. Si deve agire immediatamente.
Controlli, esami e poi la partenza dell’intera famiglia: da Catania a Torino, da un giorno all’altro. Il lavoro? Non c’è più; e quelle piccole certezze materiali con le quali si può ammortizzare un accidente così sproporzionato si riducono progressivamente, fino ad esaurimento. E così altri scelgono di essere famiglia attorno ad una famiglia, e si fa il possibile perché Francesco e Teresa, i genitori di Elisabetta, anche se non hanno più un lavoro, possano stare con la loro bambina durante tutto il percorso terapico, che oltretutto è ripreso daccapo dopo una recidiva. Così la Caritas della città siciliana si stringe intorno alla famiglia di Elisabetta, dando una risposta, per quello che può, alla domanda – “E ora che faccio?!” - di un papà e di una mamma senza più lavoro e con una bimba di ormai dieci anni che da due combatte quotidianamente questa grandissima battaglia.
Grazie anche a un piccolo contributo, possiamo garantire a Francesco e Teresa un margine di sostentamento economico finché non torneranno a Catania e non avranno un nuovo lavoro, così che la loro attenzione sia per ora rivolta lì dove ci sono i loro tre figli: non solo la piccola Elisabetta, ma anche la sorellina più grande e suo fratello. Perché tutti e tre hanno bisogno di accorgersi che papà e mamma, nonostante tutto, sono sempre accanto a loro.
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(Foto esemplificativa: i soggetti raffigurati nell'immagine non corrispondono alle persone citate nell’articolo)